Un giorno vedranno di cosa sono incapace

Prima di tutto: perchè essere dementi? Perchè voler far ridere a tutti i costi? Non c’è già troppa demenza in giro? Non è forse giunto il momento di essere seri e rimettere le cose a posto?

No. Ho una signora delle pulizie che pago per questo, buon Dio. Quindi preferisco stare a letto.

Bene, è questo il punto. Cos’è allora Gnam?

Gnam è una rivista di demenza incredibilmente antiquata, dal vago sapore retrò, fagioli e tonno, inadatta a un pubblico vasto, a un pubblico medio e a un pubblico di minuscole dimensioni, un pò come quello che Rick Moranis e io trovammo alla prima di “Tesoro, mi si sono ristretti i calzoni”. Tutto ciò che leggerete d’altronde è frutto dell’insegnamento che ho ricevuto dal mio pasticciere di fiducia, Leonid Breznev, alla cui onorata figura è dedicata tutta la Rivista. E’ giusto per un uomo che ha dato tanto e non ha voluto niente in cambio.

Gnam è una rivista di scempiaggini che poi fanno Burp. Gnam è il cetriolo spugnoso che avete dimenticato nel cassetto del frigo, Gnam è il biscotto trovato dietro il termosifone, Gnam sono le molliche di pane nel letto. Gnam. Gnam è l’Alfa e l’Omega delle riviste, è l’unica rivista di demenza il cui inizio corrisponde alla fine. In poche parole, posso anche chiuderla.

Gnam è finita. Addio.

Gnam è morta. Viva Gnam.

Che noia.

Va bene, Gnam è risorta allora. E non ho dovuto aspettare neanche tre giorni. Merito di uno zio che ha le mani in pasta. Gnam è raccomandata, ma questo si sapeva. Gnam è contro il merito. Infatti non merita nulla, neanche il vostro appoggio, perciò che ci fate ancora qui? Anda via! Pussate sciò! Ah, eravate già usciti da un pezzo, va bene. Allora inaugurerò la parte migliore di Gnam senza di voi, ah ah stolti, non sapete che vi state perdendo.

Che noia.

Che volete, Gnam è una rivista per vecchi. Nata vecchia, vecchia e demente. Cos’è questo posto? Dov’è la Marisa?. E siccome è vecchia, è anche ripetitiva, poco aggiornata e assente, lenta, prolissa, accademica, alla lunga davvero stancante, un pò come il vecchio Leonid.

Gnam è una rivista bigotta.

A Gnam piace la Monarchia.

A Gnam non piace Kiefer Sutherland, e un giorno vi spiegherò il perchè.

Gnam usa come unità di misura Jackie Chan.

Gnam sa essere anche pedagogica, qualunque cosa voglia dire questa astrusa parola.

Quindi si aprirà il Corso di Frittura Creativa a cura dell’esimio profrittore Roberto A. A. Frickerton (A. A. sta per Orso Maria), e che poi sarei io, l’uomo qualunque.

Qui un assaggio di cosa vi potete anche perdere:

il corso esplora e analizza l’universo della frittura in tutte le sue sfaccettature e applicazioni.
Tecnica e creatività, pratica e teoria sono i principali riferimenti entro cui si muove l’impianto didattico.

  • Le implicazioni culturali della frittura
  • L’olio: i tecnicismi
  • Il testo fritto
  • Il testo fritto nel burro
  • La sugna, genio o follia?
  • I diversi modi di intendere la frittura
  • Le fasi del friggere meditato
  • Come predisporre una patata: taglio deduttivo o taglio induttivo
  • L’uso delle cipolle: modello a grappolo, modello a cerchio, modello a piramide
  • Le diverse tipologie di padella (esempi di utilizzo su vari tipi di fornello, fuoco e piastra) e quando utilizzare i diversi modelli padellici
  • Come evitare le patacche d’olio sulla giacca: tutti i segreti.
  • Friggere una presentazione senza ungerla
  • Friggere sul Web
  • Friggere per la pubblicità

Le lezioni si svolgeranno in sede ogni sabato o giù di lì.

Di seguito una bella barzelletta moderna e simpaticissima:

Walter Ulbricht, il primo leader comunista della Germania Est è al ristorante. Una delle cameriere che lo servono gli fa il filo. Ulbricht va in brodo di giuggiole ed esclama: “Sarei lieto di soddisfare un suo desiderio”. La ragazza ci pensa un attimo e dice: “Allora apra il Muro, anche solo per un giorno”. Con una strizzatina d’occhi, Ulbricht ribatte: “Ho capito: lei vorrebbe restare sola con me!”.

E vabbè.

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4 pensieri su “Un giorno vedranno di cosa sono incapace

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