Favolagrammatica

C’era una volta nel distretto di Polturrè un maresciallo grande. Il bravo graduato si chiamava Marcello.

Marcello il maresciallo grande aveva preso parte a più di settecentoquarantuno battaglie; tanto vasto era l’eco delle sue prodi gesta che a volte chi lo incontrava per strada, anche senza averlo mai visto o sentito, lo chiamava Marcello il maresciallo grande.

Marcello, dunque, colmo di gioia fino alla punta del berretto, anch’esso decorato per meriti di perizia, laboriosità e buona condotta, si precipitava a braccia aperte per cingere in un forte abbraccio i suoi ammiratori.

Capitava, però, che in queste occasioni Marcello dimenticasse di essere un maresciallo grande e calpestasse con i suoi piedoni lunghi come un fiume qualsiasi cosa gli si presentasse davanti. A ogni suo passo la terra tremava e gli uomini saltavano, i tetti crollavano e le case sparivano.

Che tristezza per il povero Marcello dover tenere per sè tutto il suo amore.

Un bel giorno, ebbene, arrivò in città una splendida fanciulla dai capelli blu, che di nome faceva Guglielma.

In realtà quel giorno aveva fatto un pò di pioggia, ma era quella estiva, che dura poco, e subito era spuntato il sole, perciò per la presenza maggiore di uno dei due fenomeni durante l’arco delle ventiquattro ore è corretto affermare che si trattasse di una bella giornata.

La ragazza dai capelli color linea dell’orizzonte del mare, recandosi a far compere, vide Marcello piangere tutto solo in un angolo di 50°.

“Bel giovane, perchè piangi in un angolo acuto?”

“Sniff sniff”, piagnucolò il ragazzone, “quello ottuso era già occupato”

“Oh, che peccato”, rispose la fanciulla visibilmente commossa, “vieni, spostiamoci di qua, gli angoli ottusi ammettono sempre due angoli adiacenti”

“Sono occupati anche quelli”, disse lui asciugandosi le lacrime, “ma possiamo recarci in fondo alla via, c’è un angolo retto sempre libero perchè accanto vi scaricano i liquami, staremo di sicuro più comodi”.

Si guardarono a lungo nei tre occhi. Per via della guerra.

“Anche se ci tapperemo il naso”, aggiunse presto Marcello.

I due risero. Intanto, un vecchio che aveva ascoltato per caso tutta la conversazione, disse che in realtà non si aveva motivo per ridere, perchè l’ultimo enunciato di Marcello non era altro che la constatazione del riflesso comune che avrebbe seguito la ricezione dello stimolo inviato dai chemioricettori dell’olfatto. Solo molto tempo dopo si seppe che l’intenzione del vecchio era solo quella di inserirsi in un discorso diretto con un discorso indiretto. Un desiderio che il brav’uomo custodiva da tempo immemore, mai soddisfatto prima di allora, vuoi per insicurezza vuoi per casualità.

Quando il vecchio se ne fu andato, Marcello con ritrovato spirito di iniziativa si alzò, ergendosi in tutta la sua colossale altezza.

“Benedetto sia il cielo!!!”, esclamò Guglielma.

“Ma tu sei un gigante”.

Guglielma nelle esclamazioni amava i punti esclamativi, li vedeva spesso sotto casa sua mentre si allenavano per concorrere alle gare di ginnastica. Nonostante fosse una ragazza di sani principi, la giovane età le impediva di fermarsi a un solo punto esclamativo, e si concedeva a più d’uno. Oppure, quando voleva farsi notare, a nessuno di loro. Un giorno Guglielma avrebbe trovato la giusta via di mezzo nell’amore per uno solo di loro, e con lui avrebbe condiviso tutte le gioie e i dolori della vita.

“Si, è per questo che piango, sono un maresciallo grande e non riesco a vivere una vita serena, anche se sono molto amato”.

La ragazza si fermò a pensare qualche secondo.

“Forse volevi dire un grande maresciallo”

“Ah, già”, disse lui. “Che brutta cosa l’ignoranza”

Marcello diventò così un grande maresciallo amato da un discreto numero di persone e visse felice con Guglielma. Qualche tempo dopo adottarono un punto esclamativo muscoloso.

Fine.

Morale: quanti danni può fare l’ignoranza. Meglio essere culturisti.

Di seguito, un bel dipinto di Diego Velázquez (1599-1660).

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5 pensieri su “Favolagrammatica

  1. Un vulcano di idiozie. A getto continuo. Ammirevole, elegante e chic.
    Sai che però le mie preferenze vanno sempre ai tuoi corsi di frittura creativa, ove si impara sempre qualcosa di nuovo e bislacco.

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