Un Rondi non fa primavera, ma fa il Festival di Roma

Il Signore sia lodato, Larry Mason è tornato.

Chiunque egli sia.

Il Signore intendo.

Per me per esempio il Signore è un opossum dispettoso.

Salve a tutti,

sono Larry Mason, e torno a scrivervi per fare contento il mio esimio collega Prof. Frickerton, visto che fondamentalmente non me ne frega un cazzo di diffondere il mio sapere presso di voi. Ma il mio agente mi ha detto che la mia popolarità sarebbe aumentata se mi fossi dimostrato umile e disponibile a condividere con voi la mia scienza. Quindi immaginate che lo sia.

L’argomento odierno è oggetto da anni di accesi dibattiti all’interno della comunità scientifica: il grasso del prosciutto crudo.

Rondi è felice

Questo enigmatico alimento divenne oggetto di attenzioni per la prima volta nel 1974, quando un bieco truffatore rubò 148 chili di prosciutto crudo per toglierne il grasso, fonderli assieme e rivenderli come lardo di Colonnata. Il suo astuto piano fallì solo a causa della sua sete di potere: volendo strafare, provò a spacciarlo a un turista giapponese per mortadella. Solo che quello non era giapponese ma di Corleto Perticara (PZ), e non si fece fregare. L’accento a volte inganna.

A proposito di inganni, qualche tempo fa mi è successa una cosa strana. Ero in metropolitana quando vedo una zingara rubare il portafoglio dalla borsa di una vecchia. Io ovviamente non intervengo, come faccio sempre quando assisto a scene deplorevoli che hanno come protagoniste le vecchie. Mi accorgo però che la zingara nella fretta di uscire dalla metro perde il portafogli. Al che lo raccolgo, inseguo la zingara e glielo restituisco. Lei mi ringrazia e mi dice che per ricompensarmi mi avrebbe rivelato un prezioso segreto zingaro: di lì ad una settimana sarebbe esploso il mondo. “Ma come”, le faccio io, “e me lo dice così? C’è qualcosa che posso fare per scongiurare quello che appare a tutti gli effetti come il mio destino ineluttabile?” “C’è solo un uomo che lo sa: Gianluigi Rondi”. “Ahahahah, ma Rondi è morto!”, faccio io. “No, ti sbagli, Rondi non può morire, perché nel 1456 salvò la vita ad una zingara e da allora gli è stato fatto il dono dell’immortalità”. Ciò detto, la zingara scomparve. E con lei, il portafoglio della vecchia. Ed anche il mio.

Quella sera stessa mi recai da Rondi. “Professor Rondi”, gli dissi, “ho bisogno di parlarle!” “Ma io sono Rondolino, non Rondi. Rondi è morto”. “Oh, mi scusi, ma va’ che Rondi è vivo, eh”.

Il giorno dopo andai da Rondi, quello vero, e lo riconobbi subito perché indossava una maglietta con su scritto “LyNcH sUcKs” ed aveva appeso nello studio un calendario del 1946 con immagini discinte di Ingmar Bergman. “Professor Rondi”, gli dissi, “Ho bisogno di conoscere il segreto della sua immortalità per salvare il mondo!” A quel punto Rondi ebbe un sussulto e mi urlò contro parole terribili che al mio orecchio suonarono più o meno come “FFFGFGFFHHFHFHFHFHFHFHFHFGGGGGGGGGGGGHHHHHHHHHH!”

Poi si mise la dentiera e divenne più comprensibile: “NON TE LO DIRO’ MAI!”.

Rondi è triste

“LO SO IO!”, urlò una voce alle mie spalle. Mi girai e vidi un pingue anziano a bordo di un’improbabile navicella spaziale che puntava contro Rondi una finta pistola laser. “E tu chi sei?”, gli chiesi. “SDFSFAAFS”, fece Rondi, che nel frattempo si era tolto nuovamente la dentiera per evitare la formazione agli angoli della bocca di quella sgradevole quanto caratteristica bavetta bianca. “Sono Luigi Cozzi, e con il potere del trash distruggerò te e i tuoi film noiosi! Larry, il potere di Rondi risiede nella sciarpa! Prendigliela ed il mondo sarà salvo!”

Al che mi lanciai contro Rondi e gli strappai via la sciarpa, e Rondi si polverizzò all’istante. Al suo posto comparve un figuro alto in una tunica nera che gli lasciava scoperto il solo volto, bianco come la cipria. “Ma tu sei la Morte”, gli dissi. “Sì, e volevo ringraziarti per avermi mandato giù questo tizio. Saranno stati 3 secoli che cercavo di spiegargli l’arrocco”. E scomparve.

Adesso avevo la sciarpa. Mi restava solo da capire come fare ad utilizzarla per salvare il mondo; non avevo molto tempo a disposizione.

A quel punto però pensai che tutto sommato se me la fossi messa io mi sarei salvato anche in caso di esplosione del mondo. E così feci.

Poi però saltò fuori che la zingara mi aveva ingannato, il mondo non è esploso e quindi è stato tutto inutile. Però in un colpo solo mi sono liberato di Rondi e sono diventato immortale, che comunque è una cosa carina.

Alla prossima.

Rondi l'Angelo della morte

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Ai vermini del gorgonzola tu ci devi fare caso

La rivista più letta da Jerry Calà (di cui è così finalmente spiegata l’inesauribile e travolgente comicità) è lieta di introdurvi l’amico Larry Mason (no, non il ciccione della tv), che inaugurerà con questo bellissimo tractatus la sua nuova rubrica marcia L’ANGOLO DI LARRY MASON, che si spera possa finalmente portare un po’ di vita a questa rivista ignobile, che ora è quotata anche in borsa, GNAM S.p.A., l’unica società che perde anche quando la borsa è chiusa. “E’ ora di finirla con i privilegi di GNAM”, scrive oggi Avvenire, “pensino a pagare le tasse piuttosto che a scrivere certe sciocchezze, è scandaloso che (quelli della GNAM, ndr) siano esenti dal prelievo fiscale, anche loro devono fare i sacrifici come tutti gli italiani”. “La manovra la paghi la GNAM!”, incalza l’Osservatore Romano.

GNAM, questo e poco altro.

A presto un sondaggino: è giusto che anche gli edifici non di culto appartenenti a GNAM siano esentati dal pagamento dell’ICI? Ricordiamo che GNAM possiede un terzo del patrimonio immobiliare di Roma. E ancora: cosa ce ne facciamo di quei 25.000 redattori di GNAM (sono tutti estremisti musulmani e qualche testimone di geova, ndr) imposti nelle scuole laiche per legge?

MA ORA LA PAROLA AL MARCISSIMO COLLEGA:

Salve a tutti, sono il Prof. Larry Mason. Il mio fraterno amico Prof. Frickerton mi ha gentilmente chiesto di intervenire sulla sua pregevole rivista “Gnam”, ed in nome della scienza non me la sono sentita di rifiutare.

Anzitutto, vorrei fugare ogni dubbio circa la mia identità. Io sono il Prof. Larry Mason, ordinario di cosologia applicata presso l’Università dell’Ohio ed autore di illuminate pubblicazioni quali “Analogie cinetiche tra i salmoni che risalgono i torrenti e gli spermatozoi che risalgono l’utero”, “Il criceto come paradigma dell’inutilità della vita”, “Influenza delle flatulenze nei modelli di interazione umana” ma soprattutto del fondamentale saggio “Simbologie tra il crollo del muro di Berlino ed il crollo dell’imene”. Purtroppo, a dispetto della mia notorietà, c’è ancora della gente che mi scambia per il quasi omonimo avvocato. Intendo smentire questa cosa una volta per tutte: ebbene io non ho niente a che vedere con quel tizio, e questo dovrebbe risultare lapalissiano per i seguenti motivi:

1. Perry Mason è un personaggio di fantasia, io no.

2. Perry Mason è un grasso omosessuale, mentre io sono un magro eterosessuale (peraltro dotato di un’imponente virilità).

3. Perry Mason si accompagna ad una vecchia e ad un tizio biondo (probabilmente il suo ispettore rettale), mentre io mi accompagno esclusivamente alla scienza ed al sapere. Ed a due sgualdrine di periferia scelte a caso di giorno in giorno. Come recita un antico detto molto popolare nei verdi pascoli dell’Ohio, infatti, “dietro ogni scoperta scientifica c’è una sgualdrina di periferia, e dietro ogni sgualdrina di periferia c’è Larry Mason”.

4. Perry Mason è morto, e la scelta di far girare altri episodi a quel tizio coi baffi ed il cappello è stata decisamente fallimentare, ed ha causato un notevole detrimento della serie. Ebbene io vi giuro che alla mia morte nessun anziano coi baffi ed il cappello mi sostituirà.

5. Se proprio avessi voluto essere scambiato per il protagonista di un telefilm poliziesco mi sarei chiamato “Prof. Tenente Colombo”. Mi stava così simpatico, Peter Falk, anche se ultimamente era un po’ difficile avere dialoghi che non fossero surreali, con lui.

“Ciao Peter, come va?” “ARRIVERA’ PRESTO IL PRINCIPE DEL BRASILE! FUORI DALLA MIA NAVE, FOTTUTO ANDRE THE GIANT!”.

Ma veniamo a noi. Quest’oggi desidero parlarvi dei vermini del gorgonzola.

I vermini del gorgonzola sono dei cosetti lunghi circa molto poco che vivono all’interno del gorgonzola conferendogli quel caratteristico lezzo nauseabondo a metà tra un gatto morto ed un dopobarba Dolce e Gabbana. I vermini del gorgonzola hanno la peculiare caratteristica di essere tutti uguali tra di loro. Visti al microscopio, inoltre, mostrano una straordinaria somiglianza con Marco Balestri.

Altra peculiarità dei vermini è quella di avere la parte anteriore del corpo uguale alla posteriore. Questo è fonte di grande confusione ma anche di ilarità nel gorgonzola, perché capita sovente che un vermino parli ore con il culo di un altro vermino. Ecco un esempio di dialogo tra vermini.

Vermino ignaro di stare parlando al culo di un altro vermino: “Ciao Lorenzo, come stai?”

Lorenzo: “…”

Vermino ignaro di stare parlando al culo di un altro vermino: “Ehy, parlo con te! Perché non mi rispondi?”

Lorenzo: “Perché stai parlando al mio culo! Ahahah!”

Vermino ora consapevole di stare parlando al culo di un altro vermino: “Ahahah, me l’hai fatta di nuovo, che simpa che sei, Lorenzo!”

Lorenzo: “Ma io non sono Lorenzo, sono Piero”.

Vermino ora consapevole di stare parlando al culo di un altro vermino: “Ah, e Lorenzo dov’è?”

Piero, formerly known as Lorenzo: “Non saprei, 5 minuti fa l’ho visto di là che parlava col culo di Antonio”.

I vermini si divertono da matti a scherzarsi l’un l’altro in questo modo, ma nel gorgonzola accade talvolta che i vermini si adirino tantissimo, soprattutto durante l’accoppiamento. Infatti capita che un vermino dica cose sconvenienti ad un altro vermino credendo di stare parlando con una vermina, o almeno con la sua vulva, e invece magari sta parlando col culo di un vermino maschio, e certi vermini sono così irascibili che gli si scagliano addosso urlando frasi incomprensibili e dilaniandone le carni bianchicce. Cosa che peraltro i biechi produttori di gorgonzola fomentano, perché il sapore del formaggio pare ne guadagni. Può financo succedere che subdoli vermini omosessuali si spaccino per avvenenti e lascive vermine al solo fine di beneficiare di rapporti sodomitici. La sodomia è molto diffusa tra i vermini, in effetti: i vermini omosessuali sono maestri nel dissimulare la propria voce roca usando un fazzoletto ed una molletta.

E questo è tutto quanto c’è da sapere sui vermini del gorgonzola, credo.

(GRAZIE ANDREA,ndr)