Corso di frittura creativa a cura dell’esimio profrittor Nathan Gelsomino. QUARTA LEZIONE: IL MARS FRITTO DI NEWTON – 3

CHE MONELLO QUESTO GELSOMINO EH! CHE BIRBA, NON SI FA MAI TROVARE EH EH… COLPA SUA, COLPA SU… VABBE’. ECCO:

Il professor Ron si comportava in modo strano ultimamente, lo trovavano spesso nascosto dietro le tende di casa, sotto i letti o dentro le armature ornamentali. Si travestiva anche da lampada o cercava di mimetizzarsi con il colore della parete.

Non che la cosa gli riuscisse particolarmente bene, altrimenti non staremmo qui a raccontarlo con tanto di elenco, ma il suo proposito era così forte da fargli credere di essere invisibile e a volte, in tutta verità, ci riusciva pure, forse per merito del poco interesse che già la sua persona suscitava nella gente o forse perché col passare del tempo ci si era abituati alla vista di un grasso castrato steso in salotto al posto della pelliccia d’orso, non si sa, alla fine non ci si faceva più caso. Il professor Ron col tempo era diventato parte del mobilio, e neanche stonava tanto in alcuni casi.

Tranne quelle volte in cui, l’Altissimo solo sa perché, il suddetto trovava opportuno mascherarsi da coniglio gigante o da venditore di sandwich al formaggio a 99 centesimi cadauno nelle stanze di una casa nobiliare del XVII secolo.

Ma come già detto il suo proposito era molto forte, il professore infatti era determinatissimo a scoprire il segreto del piccolo Newton.

Un giorno si travestì da quadrato sull’ipotenusa e si mise quatto quatto ad aspettare dentro la stanzetta di Isaac. Il piccolo studio era in realtà un laboratorio in cui il bambino si chiudeva a volte anche per giorni interi a condurre esperimenti, escludendosi completamente dalla vita sociale e impedendo a chiunque l’ingresso. Il professor Ron ci era riuscito, anche se ovviamente Isaac lo aveva notato da subito; d’altronde un grosso quadrato sull’ipotenusa con i baffi e la panza non passa inosservato, ma non ci aveva fatto caso in quanto abituato da tanto a quella singolare e ininfluente presenza. Vedere il professor Ron in quello stato era come trovare davanti un vecchio tasso impagliato, posto magari sopra il caminetto di casa. In casi come questo (casi di quotidiana esperienza come ben sappiamo), soffermandosi qualche secondo ad ammirare la tenera bestiola, ci si può chiedere tutt’al più dove, quando e soprattutto perché un abominio del genere è stato comprato. Il piccolo scienziato entrò nello stanzino e posò gli incartamenti con gli appunti sul tavolo, si pulì le scarpe sul professor Ron e senza perdere tempo prese il camice, pronto a continuare i suoi esperimenti.

“Ecco, finalmente potrò assistere al procedimento segreto che tanto aspettavo, forse questa è la volta buona, la mia fatica sarà ripagata!”, pensò in tutta fretta il quadrato cercando di aguzzare la vista.

Isaac nello stesso momento iniziò a fischiettare, si trattava di un pezzo dei Rolling Stones, ancora molto in auge in quel periodo nonostante l’età avanzata degli artisti.

Ron pensò che stesse per applicarsi in una delle sue pensate segrete, il ragazzino prodigio accese prima un fuoco, lasciò scaldare una piastra posta sopra il fornello per qualche secondo, poi agitò una fialetta e la bevve tutta in un sorso.

Il professore si stupì, che diavolo sta facendo? Sta assumendo droghe per concentrarsi meglio? Per sognare? Per parlare con il demonio?

Isaac fece due o tre gorgoglii, poi sputò nel lavabo posto alla sua sinistra e si pulì la bocca con la manica.

“Aah alitosi, vincerai anche stavolta, vecchia brighella?”, disse il giovane scienziato, “Niente ragazze per Isaac, niente ragazze per Isaac”. E continuò a fischiettare.

NECESSARIAMENTE C’E’ DA TEMERE UN SEGUITO ANCHE STAVOLTA.

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